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LA FORMA



Il diamante può essere tagliato in una varietà incredibile di forme, grazie alle sue caratteristiche fisiche. E’ la gemma più dura, corrisponde al numero 10, che è il più elevato della scala di Mohs, tanto che per essere scalfita si utilizza della polvere di diamante stesso.

Il termine “brillante”, erroneamente utilizzato per indicare un diamante taglio brillante rotondo, è l’esempio più comune. Diamante indica il materiale, mentre brillante rotondo indica un taglio di forma rotonda che presenta 57 facette+1, cioè l’apice. La tavola inferiore, o apice, presenta dimensioni ideali quando è difficilmente visibile a 10 ingrandimenti.

Oltre alla forma rotonda, con le medesime caratteristiche ottiche si possono avere tagli brillante di forma ovale, a cuore, a goccia, navette (menzionato alla francese o marquise in inglese, si tratta della forma a ogiva), princess (di forma quadrata), radiant (un quadrato con gli spigoli smussati), a cuscino (base quadrata con i lati curvi e gli spigoli arrotondati), trilliant (di forma triangolare).

Questi sono i tagli più comuni che emettono dei bagliori inconfondibili ed esaltano al massimo gli effetti di brillantezza.

I tagli a gradini includono il taglio smeraldo (rettangolare con gli spigoli smussati), carrè (quadrato), baguette (rettangolo), taper (trapezioidale), tet de veau (o testa di toro, data la tipica sagoma trapezoidale con i due spigoli superiori smussati), triangolo.

A differenza dei precedenti, questi tagli esaltano al massimo il “colore” della pietra, poiché trattengono, con i giochi di riflessione, la tinta all’interno delle pareti stesse, e lasciano intravedere alcune tavole delle linee di luce.

Il risultato appare più “freddo” rispetto al taglio brillante e perciò viene destinato per lo più a pietre di colore o a diamanti di qualità eccelsa.

Ai fini di un investimento normalmente si considerano i diamanti con taglio brillante (round) ed è perciò a questi che faremo riferimento.